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The Residence of the Lord

Vade retro...tamarri!
December 14

Precisione ed essenzialità

 
Mi è stato detto:
 
Tu sei il principio della legalità!
 
Questa frase merita uno spazio in questo blog.
November 21

Botta e risposta

 
Tempo,
perdo tempo prezioso quando non ce n'è mai abbastanza.
Anche per le cose più stupide.
Intere giornate a pensare al più e al meno quando avrei da fare cose decisamente più importanti.
Capito cosa intendo?
 
Sbagliato,
obbrobiosamente sbagliato!
October 22

Opportunità

 
Avrei dovuto vivere nel secolo decimo nono! (XIX)
September 19

Dizionario Dandy 2007

Abito:fa sempre il monaco..
(…) 
Donna: i dandy sono accomunati da un comune pensiero: il disprezzo per la donna moderna..
(…)
Firma: L’unica griffe che può concepire è la propria firma(…) Ad oggi per trovare un costume da bagno senza marchietti bisogna girare decine di negozi.
(…)
Libri: Il dandy perde il suo abituale distacco di fronte alle magnifiche edizioni Tallone della tipografia di Alpignano (Torino), dove ancora si stampa e addirittura si compone a mano, senza computer, bensì con pinzette e pazienza, un carattere alla volta. Venendo a libri più ordinari, apprezza la sobrietà delle copertine “Adelphi”(…) Non a mai letto “Controcorrente” di Joris Karl Huysmans , uno dei manifesti del decadentismo, a causa della volgarità delle edizioni presenti in commercio.
(…)
Narcisismo: “Dandismo” e “Narcisismo” non sono obbligatoriamente sinonimi, altrimenti Massimo D’Alema sarebbe il nuovo Benjamin Disraeli(…).
Politica: Il dandy sarebbe monarchico, se i monarchi non lo avessero così deluso. Visti però i politici repubblicani, continua ad essere un sincero antidemocratico.
(…)
The Sartorialist: è il sito da mostrare ai disinformati convinti che il dandismo sia un fenomeno ottocentesco morto e sepolto. Cliccando su “thesartorialist.blogspot.com” si possono ammirare foto fresche di giornata che immortalano gli eleganti contemporanei, colti sulle strade delle capitali del mondo.
(…)
Zucchero: è l’oppio dei poveri. Al massimo il dandy si concede, a fine pasto, una scheggia di cioccolato amarissimo. Le abbuffate di dolci le lascia a casalinghe disperate e ragazzette che cercano di convertire le pene sentimentali in brufoli, pancia, diabete.
 
July 02

 
A Milano di luglio
 
"A Milano di luglio l'aria dorme

e il sole come un grande lampadario

pende bianco tra il velo della foschia

e tutto si sublima.

Il mio volto è un continuo fiorire

di calda rugiada,

il tempo del cuore accellera

una muta sofferenza.

Ma c'è gioia nel mio sguardo,

l'occhio cova il paesaggio e freme

aspettando la sera.

Il cielo spruzzato di cirri color fumo

sembra un'esplosione

contro il rosa vecchio del tramonto.

Milano si veste come l'albero di Natale,

sembra un mostro di tenerezza

che annega l'immaginazione

e quella luna simile ad un faro

nasconde la notte in un velo di grigio.

Quando l'alba sfiora le guglie

il cemento dei palazzi svapora,

una spugna d'asfalto sogna la pioggia.

Rumori s'accendono nell'aria radente

mossa da una finta brezza...

e il sole appare ancora

tra il velo della foschia d'estate."

June 27

22

 
Meno tre alla tappa finale. La tappa della maturità, la tappa della serietà. Ho ancora tre anni da godermi.
Festeggiamenti posticipati alla fine degli esami, atmosfera ugualmente creata stappando una bottiglia di spumante.
 
22 anni trascorsi,
22 anni di divertimento,
22 anni di fatiche,
22 anni di soddisfazioni,
22 anni di studio,
22 anni di gioie,
22 anni di dolori,
22 anni di sorrisi,                 
22 anni di amicizie,
22 anni di viaggi,
22 anni di amarezze,
22 anni di vacanze,
22 anni di conoscenze,
22 anni da interista,                                                                       
22 anni di stile,
22 anni di negroni,                                                                               
22 anni di libri,
22 anni di sole, pioggia e neve,
22 anni di stronzate,
22 anni di progetti,
22 anni di eleganza,
22 anni di sogni,
22 anni di giornali,
22 anni di paure,
22 anni di battaglie,
22 anni di post-it,
22 anni di carezze,
22 anni di schiaffi,
22 anni da studente,
22 anni di abbracci,
22 anni di discoteche,
22 anni di bugie,
22 anni di verità,
22 anni di colori,
22 anni di pettegolezzi,
22 anni di telefonate,
22 anni di soldi spesi,
22 anni di dormite,
22 anni di baci,
22 anni di tecnologie,
22 anni di punti, punti e virgola anzi...due punti,
22 anni di film,
22 anni di cambiamenti,
22 anni di lune, nuvole e vento.
22 anni di bevute,
22 anni in Lombardia,
22 anni in Puglia,
22 anni al Nord,
22 anni al Sud,
22 anni: 8031 giorni, 192744 ore, 11564640 minuti, 693878400 secondi,
22 anni di starnuti,
22 anni di sfottò,
22 anni di cultura,
22 anni di risate,
22 anni di classe,
22 anni da Lord,
22 anni da Tricky,
22 anni intensi.
CAZZO, 22 ANNI! 
 
L.
June 14

La massa

 
A partire dagli anni '50, complici l'aumento della ricchezza e l'abbattimento dei costi, abbiamo assistito all'impressionante sviluppo delle economie di massa: dal turismo al trasporto aereo, dell'acquisto di beni durevoli all'informazione. Tutto ciò ha consentito un notevole miglioramento della vita.
In Italia, però, un'altro significativo settore è diventato di massa: l'Università!
Le Università storiche iitaliane erano 27 figlie di una tradizione spesso secolare e sono rimaste tali per un sacco di tempo, salendo poi lentissimamente fino ad arrivare alla fine del millennio a 41. Bene, da allora sono dilagate. Arrivando in una manciata di anni a 94 comprese undici "telematiche", le università private e "ospiti" quali l'Univesità di Malta.
Se le Università sono diventate 94, le facoltà sono cresciute fino a 610, i dipartimenti fino a 1864, gli istituti a 319 e i "centri universitari" a vario titolo fino a 1269.   

"...Non sa neanche con chi parlare l'unico iscritto al corso di Scienze della mediazione linguistica a Forlì,si sentirà molto solo. La stessa sensazione la deve provare  anche l'unico iscritto a Scienze storiche a Bologna e  l'unico a Ingegneria industriale a Rende e l'unico a Scienze e tecnologie farmaceutiche a Camerino e insomma tutti i solitari frequentatori di 37 corsi universitari sparsi per la penisola. Avete letto bene: ci sono trentasette mini-facoltà con un solo studente. Poi ce ne sono dieci con 2 frequentatori, altre dieci con 3, altre quindici con 4, altre otto con cinque e altre ventitré con 6 giù giù fino a un totale di 323 «universitine» che non arrivano a 15 iscritti. Con alcune situazioni piuttosto curiose. Come quella di Termoli, che come patrono ha San Basso ma accademicamente vola alto: dal sito del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario si può apprendere infatti che i ragazzi della cittadina molisana che non si sentono predisposti ai viaggi, hanno a disposizione non una ma addirittura due possibilità di diventar dottori sotto casa..." ( fonte Corriere della Sera).

  

Le Università sono il perno di ogni Stato non possono permettersi il lusso di essere di massa. 
Le Università non devono essere popolari. 
"L'universitalizzazione" delle città di provincia non è positiva, la quantità necessariamente pregiudica la qualità!  
La massificazione delle Università può risultare più comoda ma va a discapito dell'utente-studente e quindi di conseguenza a discapito dello Stato/società di domani che sarà retto e vissuto dall'utente-studente di oggi.
Valeva la pena di incoraggiare questa moltiplicazione di pani, pesci e cattedre finendo fatalmente per abbassare il livello medio degli insegnanti, visto che come nel calcio e nella lirica non ci sono abbastanza Totti e abbastanza Pavarotti per tutti gli stadi e tutti i teatri e occorre dunque ricorrere sempre più spesso a brocchi e ronzini?.
Perché inventarsi facoltà su facoltà, corsi su corsi spesso, molto spesso, copie di realtà già consolidate?
L'Università di massa in Italia mortifica. Nel nostro Paese, il diploma di Laurea ottenuto sudando e sopportando numerosi sacrifici nelle Università storiche equivale a quello regalato da una "universitina". La fatica non viene ripagata.
Negli U.S.A. il numero di Università è decisamente più elevato del nostro ma se non si ha in mano il tanto ambito "foglio di carta" rilasciato da una delle 6\7 Università rinomate a livello mondiale, nessuno ti guarda in faccia.
Le Università devono essere poche, in modo da concentrare la maggior quantità di preparazione e professionalità, devono essere a numero chiuse e di stampo meritocratico. 

 

L.

June 13

 
Così riportai su un testo:
 
Lo studio, la dura fatica, la coscienza scrupolosa 
sono i principi dell'educazione di se stessi.            
Colui che li pratica                                                 
può dominare gli uomini e gli imperi.                    
 
(Confucio)                 
               
 
June 09

Il domatore

 
 

 Spesso la donna ha la capacità

 di comportarsi con l'uomo 

 come il domatore con le proprie tigri.

 Ne ho davanti agli occhi fulgidi e plurimi esempi.

      

L.                        

June 06

Risposta al commento del 05 giugno h. 21.52.29 all'intervento "vergogna SPECIALE"

 

Caro amico prima di risponderti ti ringrazio della visita e del commento decisamente particolareggiato. Nel mio intervento non sono volutamente sceso nei dettagli per non essere troppo prolisso e per consentire a chi non conosce l’argomento una facile lettura dei fatti in modo di farsi, almeno, un’idea generale. Con piacere entro nel tema perché mi sei sembrato poco informato o meglio, male informato. Hai pienamente ragione nel ricordarmi la turnazione triennale di chi riveste importanti incarichi nella GdF. La turnazione, che avviene in tutte le amministrazioni statali, nel corpo della GdF è decisa ogni mese di marzo dei vari anni ed è operativa il 31 del maggio seguente. La turnazione è stata effettuata dal gen. Speciale seguendo le varie procedure ed è inviata comunicazione al vice ministro Visco che ne prende atto.

Nota bene, la legge dà la facoltà al comandante generale con i vertici dello Stato Maggiore dell’Arma di decidere eventuali spostamenti, avvicendamenti e promozioni senza alcun intervento politico. Può essere accolto il suggerimento del sottosegretario o del vice ministro di turno ma i vertici dell’Arma non sono costretti a seguirlo. In più, effettuati gli spostamenti non è obbligatoria neanche la comunicazione al potere politico, cosa che, il gen. Speciale ha fatto per cortesia istituzionale. 

Tornando al caso in questione, Visco, da quanto riporti, si lamenta del mancato spostamento di alcuni alti ufficiali in Lombardia: Precisamente: Il comandante regionale della Lombardia, il comandante provinciale di Milano, il comandante provinciale della polizia tributaria di Milano. Tutti i suddetti ufficiali rivestono l’incarico non da tre anni ma bensì da un tempo notevolmente inferiore nell’ordine degli 11 mesi, quindi non se ne vedeva il motivo di un loro spostamento.

Qui Visco non si lamenta del mancato spostamento ma vuole lo spostamento e  lo chiede senza  giustificato motivo. Per ottenerlo non si rivolge al comandante generale, perché sa che ciò che sta facendo non può farlo, ma convoca due sottoposti del gen Speciale, il numero due e il numero tre della GdF, affinché facciano pressioni all’interno del corpo in modo da far sentire il generale obbligato a provvedere agli spostamenti. Perché Visco non da alcuna motivazione allo spostamento? Perché Visco vuole lo spostamento proprio di questi uomini? Questo spostamento dovrebbe avere un carattere marcatamente punitivo. Deve punire la fuga di notizie trapelate dal caso Unipol-Bnl. In particolar modo l’intercettazione pubblicata dal Il Giornale che mette in bocca all’on. Fassino: “…Abbiamo una banca…”.

Nel frattempo la notizia delle presunte pressioni del vice ministro arriva alla stampa. Il gen. Speciale non smentisce e riceve una lettere dal Procuratore della Repubblica di Milano che esprime elogi per gli ufficiali su riportati che collaborano con lui ed esprime anche preoccupazione per il loro eventuale spostamento.

Ricorda, la GdF non svolge solo compiti di polizia tributaria ma anche compiti di polizia giudiziaria, coopera con le Procure della Repubblica ed è tenuta ad informare le stesse Procure di eventuali avanzamenti delle indagini. Il potere giudiziario è terzo ed indipendente rispetto a quello politico-esecutivo.

Saputi i fatti, il gen. Speciale che conosce la procedura, la applica. Convoca tutti i generali di corpo d’armata della GdF  e convengono all’unanimità che lo spostamento richiesto non è necessario. A questo punto Visco chiede le dimissioni, anche qui senza motivazione, di Speciale. Speciale non si dimette. Perché dovrebbe farlo? Perché è venuta meno la garanzia del rapporto fiduciario? Consolidata giurisprudenza afferma che non è possibile sostituire un alto dirigente per il venir meno del rapporto di fiducia e per di più senza giustificato motivo altrimenti si ricadrebbe nel caso dello spoil sistem.

Il governo per salvare la faccia destituisce dall’incarico il gen. Speciale e congela la delega di Visco alla guardia di Finanza. Sostituisce Speciale con un altro generale mediante D.P.R. firmato da Napolitano subito dopo la festa della Repubblica del 2 giugno. Anche qui sorge un problema. Per effettuare cambiamenti di questo tipo trattandosi di provvedimenti di alta amministrazione è necessario il consenso della Corte dei Conti, autorizzazione che non è ancora pervenuta. La Corte dei Conti si trova una casella dal punto di vista retributivo ancora occupata da Speciale. È vero che è stato effettuato il decreto di nomina del nuovo comandante generale ma non è stato effettuato il decreto di destituzione del vecchio. Quindi Speciale ha ancora il suo ruolo e noi italiani siamo molto fortunati perché non abbiamo un solo comandante generale della GdF, bensì due. Se Speciale era così inaffidabile perché non sostituirlo prima? E se era così inaffidabile perché offrirgli l’importante incarico di consigliere alla Corte dei Conti? Perché sostituirlo ora? Non si tratta di avvicendamento, il generale  Speciale non ha ancora raggiunto i limiti di anzianità di servizio e l’incarico della durata di 3 anni non è ancora terminato. Infine, se Visco ha compiuto il suo dovere senza aver fatto nulla di scorretto proceduralmente parlando, perché ha rimesso la propria delega nelle mani del Presidente del Consiglio?

La questione è che il Governo è stato messo in ridicolo dal comportamento di uno dei sui esponenti (Visco) e dal comportamento a norma di legge di un galantuomo quale è il gen. Speciale che ha anche rinunciato al ricorso al T.a.r. perché come servitore della Repubblica accetta tutti i provvedimenti presi nei suoi confronti dicendo OBBEDISCO!.               

L.

June 04

Vergogna SPECIALE

 
Altro passo falso del Governo.
Questa volta compiuto da uno dei viceministri del prof. Prodi: Vincenzo Visco.
Visco, viceministro dell'economia, è il protagonista insieme all'ormai ex comandante della Guardia di Finanza, gen. Roberto Speciale, dello scontro tra il Governo e le Fiamme Gialle in merito alle presunte ingerenze dello stesso Visco sulla viceda Unipol-Bnl. 
La procura di Roma ha aperto un' inchiesta sulle presunte sollecitazioni fatte dal vice ministro per il trasferimento di alcuni ufficiali della Gdf di Milano che indagavano sul caso Unipol-Bnl.
Stranamente su questo caso tutto tace, tutto è assopito.
Il gen. Speciale era stato invitato dal viceministro a smentire la notizia diffusa dall'Ansa, "...mi ha riferito della notizia Ansa e che in proposito Visco sollecitava da parte mia una immediata smentita alla notizia, con riferimento alla sua connessione alla vicenda Unipol", queste sono parole del generale.
Smentita che non è mai arrivata.
Per salvare capra e cavoli il Governo destituisce dall'incarico di comandante generale dell'arma il gen. Speciale mentre Visco rimette la delega alle Fiamme Gialle.
Ma non finisce qui, le cadute di stile del Governo continuano con l'offerta a Speciale dell'incarico di consigliere della Corte dei Conti per ripagarlo del danno subito.
Giustamente il generale fermo nei suoi principi e legato ed onorato della divisa che indossa rifiuta: "Non sono interessato a svendere la mia dignità e nessun incarico può riparare l’oltraggio che ho ricevuto", minacciando azioni legali.
Idonea a mio parere la richiesta da parte dell'opposizione dell'intervento del Presidente della Repubblica quale comandante delle Forze Armate così come prevede la Costituzione (art.87 co.9).
La maggioranza prova a difendersi arrampicandosi sugli specchi e cercando scuse ridicole. 
Il comportamento dell'esecutivo è decisamente una vergogna, una vergogna SPECIALE.
Si dimetta Prodi, vada a casa!
Questo è un consiglio più che un invito. 

 

L.

June 02

2 giugno, Festa della Repubblica

 
In questa terra dove abbonda ogni genere di bellezza, l'italiano si muove perfettamente a suo agio.
Scuro di capelli, nero di occhi, gesticolante, svelto e passionale, egli è tutto movimento e fantasia.
[...] Gli italiani sono cortesi e gentili, sempre desiderosi di rendere un servizio:
anche voi dovreste essere cordiali con loro e pronti a fare amicizia.
(Italia, Guida Michelin
 
June 01

Ma quale Cayenne?

Altro che Porsche Cayenne,

il vero suv di lusso è

il Bentleyenne:  

 

L.  

May 19

Il conte degli aperitivi

 
NEGRONI
 
Ingredienti:
1/3 di Gin
1/3 di Vermouth rosso dolce
1/3 di Bitter Campari
 
Preparazione:
Si prepara direttamente nel bicchiere old fashioned. Mettere 4-5 cubetti di ghiaccio nel bicchiere e aggiungere gli altri ingredienti. Mescolare bene con l'apposita asticella e decorare con la mezza fetta d'arancia. Il cocktail è pronto.
 
Il cocktail:
Di colore rosso rubino con riflessi vermigli, ha intensi profumi di spezie dolci amare e penetranti erbe officinali che insieme alle bacche di ginepro si distinguono sul fondo fine di arance e vaniglia. Questo coro di sensazioni si protrae anche nel gusto, caldo abbastanza secco e di gran corpo lasciando in bocca una piacevole ed equilibrata sensazione amara: il vero Conte degli aperitivi. 

 
La storia:
Il cocktail Negroni fu sperimentato per la prima volta al Casoni (Firenze) per opera del barman Scarselli e del Conte Negroni. Tra il 1918 e il 1923, il Conte Negroni fu spesso a Londra e certamente fu questo fatto che fece nascere l'idea dell'aggiunta del gin, come ingrediente nuovo oltre a quelli presenti nell'Americano. Quando il Conte Camillo Negroni usciva, prima di recarsi al Grand Hotel, aveva come tappa fissa il Casoni, dove incontrava gli amici di sempre: un fiaccheraio, un aristocratico, una elegante signora e soprattutto un barista in grado di soddisfare appieno i suoi desideri. Così, nell'intimità di questo ameno locale, in un giorno imprecisato tra gli anni 1919 e 1920, il Conte chiese a Fosco di irrobustire il suo Americano, che egli amava perchè, nel suo frequente peregrinare, gli ricordava l'Italia e perchè aveva quella fragranza così morbida e amara al tempo stesso. Fu scelto il gin, che avrebbe notevolmente alzato il grado alcolico senza tuttavia variarne la tonalità di colore, aggiungendo una gradevolissima sensazione amara e un profumo di ginepro, pianta molto diffusa in Toscana. Da quel giorno il conte entrando ordinava il suo "solito" e la gente incuriosita da questa nuova bevanda, chiedeva "un Americano alla maniera del Conte Negroni".
 
May 01

Relax con i fiocchi

 
Week-end lungo a Forte dei Marmi.
Week-end di classe, soleggiato, caldo, intenso, alcolico, amichevole, mondano.
Riposo al mattino in spiaggia sotto un insolito cocente sole d'aprile e divertimento di notte nei locali della Versilia.
Serata obbligata alla Capannina di Franceschi: strapiena, con  l'orchestra dal vivo de "I Bravo" buon facsimile de  "I Gatti di vicolo Miracoli".
Belle ragazze, brutte e belle copie di Lapo e Bobo Vieri, location esclusive.
Forte merita sempre.
 
L.

April 21

Il "Pensadesivo"

 
 
Abbiamo bisogno di te!
Aiuta la gente a pensare! 
 
 
 Il "Pensadesivo", una nuova filosofia, un nuovo modo di vivere.
 
Fermati!
Rifletti!
  Pensa!   
 
Non farti coinvolgere e trascinare dalla quotidianetà, una quotidianetà che ci annichilisce, ci omologa.
 
Questo è il messaggio di fondo del "pensadesivo", un logo che non pubblicizza nessun prodotto ma promuove la RIFLESSIONE.  
 
                                                                                                                                            

                                                                                                                                                      

                             
      
                                 
 
Diffondi nelle città questo semplice e chiaro interrogativo. 
 Lascia un commento, prendi l'immagine ed attaccala dove vuoi! 
  
L.   
April 14

Bullo di periferia

 
Surfando nel web ho trovato uno strano, divertente test:
CHI ERI NEGLI ANNI 60?
 
Il mio risultato con annesso profilo:
 
Hai un carattere forte, nessuno lo ha più di te. Sei un tipo mascolino e ti piace entrare in competizione con gli altri.

Egocentrico e volte troppo istintivo, la tua indole ti porta ad essere sempre sul 'chi va la'.

Intraprendente e testardo, è difficile che non ti butti nella mischia, ogni occasione è buona per dimostrare agli altri il tuo valore e sei sempre pronto a lottare per ottenere ciò che vuoi.
 
NEGLI ANNI '60 DOVRESTI ESSERE STATO:

UN BULLO DI PERIFERIA 
 

                                                   

  Le tue canzoni preferite erano:

Elvis Presley- Jailhouse Rock
  Jerry Lee Lewis - Great balls of fire
  Bill Haley - Rock around the clock
 

Sarà vero? Io non mi ci vedo....

Provatelo anche voi (vi ho lasciato il link) e fatemi sapere....

L.

April 01